Homeschooling in Italia, come funziona
È un termine nuovo, che anche a causa della pandemia si è diffuso sempre più in Italia. L’homeschooling non è però un’invenzione dei tempi moderni: parola americana dal significato di “fare scuola a casa”, homeschooling significa seguire direttamente l’istruzione dei propri figli e non mandarli a scuola. Se homeschooling è il termine americano, in Italia possiamo parlare di istruzione parentale. In Italia l’istruzione parentale è legale ed è una delle possibilità sancite dalla Costituzione, che rende obbligatoria l’istruzione, ma non la frequentazione scolastica.
Chi sceglie l’istruzione parentale, sceglie di prendersi la responsabilità di istruire in prima persona i propri figli e non delegare a enti privati o statali il compito. I genitori devono dichiarare ogni anno la loro scelta e presentare un progetto educativo insieme alla dichiarazione. Al termine di ogni anno, sono previsti esami di idoneità, atti a valutare il lavoro svolto durante l’anno dal bambino idoneo per il passaggio alla classe successiva.
Cosa fare quando si decide di fare istruzione parentale
Quando una famiglia decide di scegliere l’istruzione parentale per i propri figli, deve inviare una lettera al Sindaco, autorità competente sul territorio, e una lettera al Dirigente scolastico della scuola detta viciniore, ovvero la scuola più vicina, del distretto scolastico nel quale si risiede. Questa scuola sarà la referente durante tutto il periodo di istruzione parentale, l’organo scolastico con il quale dialogare e al quale rivolgersi per tutte le questioni scolastiche. La domanda si può inviare tramite email PEC o tramite raccomandata con ricevuta di ritorno. In alternativa, ci si può recare direttamente presso l’ufficio comunale o la segreteria scolastica e farla protocollare. Se il bambino frequenta già la scuola, oltre alla comunicazione di istruzione parentale, bisogna allegare una comunicazione in cui si dichiara che si ritira l’alunno dalla scuola in cui frequenta.
All’interno della comunicazione di istruzione parentale, si possono autocertificare le proprie capacità tecniche ed economiche, che attestino che siamo in grado di prenderci cura dell’istruzione dei nostri figli, riportando titoli di studio, esperienze formative, nomi di chi supporterà l’istruzione se presente (dai nonni agli insegnanti privati).
La comunicazione va effettuata ogni anno, durante il periodo in cui vengono richieste dal MIUR le iscrizioni a scuola per gli anni successivi, quindi indicativamente durante il mese di gennaio. Dal 2022 è necessario accompagnare alla comunicazione di istruzione parentale un progetto educativo, per presentare ciò che si vorrà affrontare nello studio durante l’anno di istruzione parentale.
Come funzionano gli esami di idoneità
Ogni anno i bambini homeschooler devono affrontare un esame di idoneità al termine del percorso annuale. L’esame di idoneità si può affrontare presso la scuola viciniore o, se si preferisce, in qualsiasi altre scuola pubblica o privata riconosciuta sul territorio nazionale. In questo caso, si deve inviare una comunicazione alla scuola viciniore in cui si comunicherà la propria scelta e al termine dell’esame, si dovranno inviare alla stessa i risultati ottenuti. L’esame di idoneità deve essere richiesto entro la fine di aprile, allegando alla domanda il programma svolto durante l’anno e si deve svolgere entro la fine di giugno.
