Permettiamo ai bambini di sbagliare strada e trovare la loro
Da genitori, quante volte ci ritroviamo a fermare un’azione prima che venga compiuta? A fermare quello che prevediamo sarà un errore, prima che venga commesso?
Diciamo ai nostri figli “aspetta ti aiuto io” in molte, forse anche troppe occasioni.
Non lo facciamo con cattiveria, come genitori abbiamo la responsabilità di insegnare loro come funziona il mondo, ma molte volte ci dimentichiamo che per imparare bisogna prima commettere qualche errore.
Il peso dell’errore
Quante volte hai fermato tuo figlio piccolo mentre stava facendo qualcosa, solo perché lo stava facendo nel modo sbagliato.
Dirgli “Aspetta! ti mostro come si fa”, “Aspetta! Stai sbagliando” ha un senso, ma quando non ci sono pericoli, perché non lo lasciamo fare?
Quando qualcuno ci dice che stiamo sbagliando, per quanto quella persona possa avere ragione, un pò ne veniamo feriti. Ci sentiamo un peso addosso. Il peso della colpa, dell’errore.
Evitiamo di far sentire i nostri figli nello stesso modo.
Pensiamo, o sappiamo con certezza, che magari è troppo piccolo per riuscire?
Lasciamo che provi. Lasciamo che sbagli a suo modo e stiamogli accanto quando se ne renderà conto.
Impiegherà più tempo? Certo!
Non otterrà il risultato desiderato? Molto probabilmente.
E allora?
Se sceglie di pretendere un’altra strada rispetto a quella che avremmo preso noi, lasciamogliela percorrere prima di eventualmente, mostrargli quella che conosciamo.
Quella è la sua strada, quella che ha trovato lui usando il suo pensiero, la sua visione e la sua creatività.
I nostri figli hanno una vita davanti a se, alleggeriamogli il carico lungo il percorso, lasciamoli sperimentare, diamogli la libertà di capire come fare qualcosa senza invaderli o dirgli che stanno sbagliando.
Quando è possibile, quando non è pericoloso e quando non fanno danno, lasciamo che si rendano conto dell’errore e lo aggiustino da soli.
Fare ciò li aiuterà nello sviluppare i loro primi obiettivi che desiderano raggiungere e il desiderio di voler migliorare.
Libertà di fare è libertà di essere
Naturalmente non si può fare sempre così; dobbiamo insegnargli a usare forchetta e coltello, o un cacciavite. Dobbiamo dirgli come prendere in mano la penna e utilizzare la colla. Come scrivere e come contare.
Ma dopo un po ‘ di volte che lo vestiamo, la sera, con il pigiama per andare a dormire, potremmo dirgli “tieni, questa è la maglietta, prova a metterla”.
Probabilmente la metterà al contrario, ma ci sarà riuscito da solo e sarà felicissimo di questo. Il giorno dopo lo lascieremo fare di nuovo, ma gli indicheremo il verso della maglietta, oppure lo porteremo davanti allo specchio in modo da potersi guardare, e intuire di aver sbagliato verso.
Deciderà di togliere la maglietta e riprovare, oppure dirà che per lui va bene così e andrà bene così anche a noi.
Perchè la visione che ognuno ha del mondo è soggettiva; soprattutto per i bambini, che possono ancora godersi la vita senza essere intrappolati dentro inutili stereotipi e regole che limitano il pensiero e la creatività.
Posso essere loro stessi, e trovare soluzioni nuove senza l’ansia di doversi omologare ai pensieri delle altre persone, solo perché collettivamente condivisi da un gruppo.
L’arte della creatività
Sbagliare, fare le cose in maniera alternativa rispetto a come gliele insegneremmo o a come ci sono state insegnate quando noi eravamo piccoli, apre a strade nuove.
Permette di ragionare in maniera diversa, di rompere gli schemi.
Spingiamoli ad utilizzare gli oggetti a loro disposizione in maniera diversa, spingiamoli a produrre idee.
Le idee plasmano il mondo. Dalle più piccole alle più grandi.
Chi lo sa? forse un tappo di bottiglia può diventare il piedino di un mobiletto leggero.
Basta riuscire a vederlo in maniera alternativa rispetto alla sua funzione principale.
Stiamogli vicino in questo progetto di scoperta e lasciamoci stupire dalla loro rigogliosa creatività ed energia.
Parliamo a loro del mondo per come lo conosciamo e viviamo, raccontiamogli delle nostre strade, quelle che ci piacciono e che percorriamo ogni giorno, quelle che abbiamo scelto. Ma spingiamoli anche a trovarne di nuove, originali, alternative.
Se non funzioneranno, pazienza.
Accompagniamoli a trovarne altre.
