Urlare non serve a niente
A qualsiasi genitore è capitato almeno una volta di ricorrere alle urla per farsi obbedire dai propri figli. Per quanto possa sembrare efficace sul momento, urlare per ottenere ascolto non è affatto un metodo educativo adatto. Si è scoperto infatti che comportamenti di questo tipo, adottati nei confronti dei più piccoli possono avere ripercussioni dannose sulla loro salute mentale.
Perché si urla
Con il passare degli anni e il naturale evolversi della società, il rapporto genitori e figli si è del tutto modificato rispetto ai vecchi modelli del passato. Tempo fa la figura genitoriale appariva come autoritaria e indisputabile e l’obbedienza spesso si otteneva infondendo nel figlio il timore di ripercussioni severe, talvolta anche fisiche.
Nei tempi odierni madri e padri hanno sviluppato la tendenza a voler stabilire un rapporto amichevole con i propri figli, basato sulla vicinanza, l’ascolto e molta, forse anche troppa accondiscendenza.
La disponibilità, portata in diversi casi al limite del servizievole, frustra tanti genitori che non sapendo più come farsi ascoltare e obbedire dai propri figli, perdono il controllo e tentano di ristabilire una posizione di figura autorevole attraverso imposizioni severe, sfogando la propria rabbia urlando.
Perché urlare non va bene
Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Development and Psychopathology, l’eccesso di accudimento e lo sfogo di rabbia incontrollato mandano in confusione i bambini che si ritrovano tutto ad un tratto davanti a due modelli di comportamento opposti e contraddittori.
La genitorialità aggressiva ha conseguenze gravi sulla crescita dei figli. Gli psicologi sottolineano che le urla provocano danni perfino alle strutture cerebrali come l’amigdala e la corteccia prefrontale, due parti del cervello che hanno il compito di allertare il sistema nervoso in caso di pericolo. Pertanto chi ricorre spesso alle urla porrà il bambino in uno stato di continua allerta che andrà ad influenzare gravemente il modo in cui elabora la paura e l’ansia.
I più piccoli, soprattutto durante la fase di crescita e sviluppo hanno bisogno di vivere in un ambiente sicuro, in grado di farli sentire protetti. Questo è fondamentale per porre la base di un corretto sviluppo psicologico che al contrario rischierebbe di venire seriamente danneggiato.
Un ambiente turbato da urla e nervosismo provocherebbe in una giovane psiche non solo un accumulo di stress, ma anche contrasti all’interno della sua sfera emotiva. Infatti è importante per un bambino associare alla figura di mamma e papà sentimenti positivi. I genitori sono per il piccolo la prima fonte dalla quale apprendere cosa vuol dire sentirsi amato. Pertanto, il sentimento di sicurezza che infonde l’amore genitoriale è il primo gradino per costruire un’autostima solida e duratura e capacità sociali e relazionali corrette.
L’importanza del nostro esempio
Come diciamo spesso, è l’esempio che diamo nella gestione di una determinata situazione, che fa la differenza. Ciò non significa che dobbiamo sempre dare l’esempio giusto, non siamo perfetti e l’esempio in assoluto non può essere sempre corretto. Succede di sbagliare. L’esempio però preso in modo specifico è prezioso. Se ad esempio, in una discussione, evitiamo noi per primi di mostrare agitazione, perdere il controllo, alzare il volume della voce, spingiamo già naturalmente una buona parte dei nostri interlocutori (in questo caso i bambini) ad avvicinarsi al nostro modo di comportarci, sintonizzandosi sul nostro volume, emulando il nostro modo di discutere.
A volte il semplice esempio non basta: durante la discussione, possiamo far notare con semplicità come ci stiamo comportando noi e chiedere al bambino di fare lo stesso. Anche se il buon esempio può aiutare ma non è garanzia di successo, quello che invece possiamo dare quasi per certo, è che se ci mettiamo a gridare noi per primi, otteniamo quasi sicuramente l’aumento della tensione e del volume della voce. Se poi accade che dopo aver gridato il bambino abbassa la voce, difficilmente è un risultato positivo, perchè probabilmente la sta abbassando per paura, tensione, o addirittura vergogna, e nessuno vuole che i propri figli abbiano paura, siano tesi o si vergognino. Parafrasando il titolo: urlare serve, ma serve a peggiorare le cose.
